Valori e codice etico

La cella costituisce un luogo ideale per imparare a conoscersi, per scandagliare in modo oggettivo e costante i propri processi mentali ed emotivi.

Nelson Mandela

La nostra visione e gli obiettivi

La mission di Liberation Prison Project è quella di fornire strumenti utili alle persone detenute per poter utilizzare nel modo migliore il periodo della carcerazione lavorando su di sé attraverso un sentiero di consapevolezza. La detenzione mette di fronte a un tempo nel quale ci si può orientare verso un piano introspettivo. Una migliore comprensione delle dinamiche mentali che si mettono in atto aiuta nella gestione delle proprie reazioni provando a non esserne dominati solo secondo automatismi.
È un cammino interessante che passa anche dall’assunzione delle proprie responsabilità con sguardo obiettivo non solo sugli eventi passati ma anche sul proprio atteggiamento di ogni giorno, aspetto rilevante nell’ottica di agevolare una quotidianità detentiva di minore tensione.
L’auspicio per le persone detenute e l’intenzione con cui le incontriamo è che per ognuno intraprendere tali percorsi possa tradursi in un punto di partenza da tenere poi nella propria vita, trattandosi di un viaggio di più approfondita comprensione di sé. Alla base della nostra proposta c’è lo studio della mente ispirato agli insegnamenti della filosofia buddhista che proponiamo in modo del tutto laico.

Queste pratiche possono anche essere un contributo a che la persona detenuta, al momento di tornare in società, lo faccia con un atteggiamento nuovo, più costruttivo, per sé e per i propri cari, per la collettività e, ultimo ma primo per importanza, per rispetto delle vittime.

In tal senso, l’operato dell’Associazione è in coerenza con il dettato costituzionale secondo il quale la pena detentiva deve avere una finalità riabilitativa (art. 27 Costituzione). Più nel dettaglio Liberation Prison Project offre percorsi di meditazione e consapevolezza sia in modalità di gruppo che individuali all’interno degli Istituti penitenziari. Ci rivolgiamo a persone detenute e a dipendenti (personale giuridico-pedagogico e agenti di polizia penitenziaria), a persone affidate in esecuzione penale esterna (UEPE) o in particolari casi a familiari di persone detenute o ex-detenute.
I percorsi hanno per oggetto l’allenamento alla consapevolezza, ovvero la centratura della mente nell’essere presenti “qui ed ora”, così come nell’accezione della mindfulness, ormai comunemente intesa come presenza non giudicante e mente accogliente momento per momento.

La maggior centratura e stabilità della mente costituisce una base determinante nei percorsi di comprensione e rielaborazione dell’evento reato, spazi centrali nel contesto penitenziario. All’interno del contesto carcerario il lavoro sulla consapevolezza delle emozioni fornisce mezzi abili per uno sviluppo personale e di conoscenza di sé, favorisce l’auto-osservazione e l’elaborazione di temi riscontrabili nella vita quotidiana. Rappresenta altresì una base solida sulla quale costruire una migliore comprensione a più livelli anche quando si trova poi a svolgere il lavoro tecnico di revisione del reato con gli specialisti.