Conferenza con Chiara Frugoni

news_2014_chiaraProgetto Liberazione nella Prigione ha accompagnato, per la seconda volta, Chiara Frugoni nel carcere di Milano Bollate. Chiara Frugoni, storica italiana e specialista del Medioevo e di storia della Chiesa, ha parlato alle persone detenute della vita di Chiara d’Assisi.

L’evento si colloca all’interno degli incontri organizzati in occasione delle Festival Francescano.

Incontro con Frate Alessandro

news_2014_ale“Non sono un cantante che che fa il frate ma un frate a cui piace cantare”. Così si è presentato Frate Alessandro a circa 30 persone detenute all’interno delle mura della C.d.R. di Milano Bollate. Frate Alessandro è il primo frate ad aver firmato un contratto discografico con una delle principali etichette discografiche mondiali. Il suo album di debutto si intitola La voce da Assisi ed è stato pubblicato il 15 ottobre del 2012. Coerentemente con il suo voto di povertà, ha rifiutato di ricevere un compenso pecuniario per la vendita dell’album. I proventi andranno, invece, all’Ordine dei Frati Minori in qualità di ente di beneficenza registrato, per sostenere le opere di carità realizzate dai francescani in varie parti del mondo.
E’ la prima volta che Frate Alessandro entra all’interno di un carcere, non è venuto per cantare ma per condividere la propria esperienza umana e e personale. Parla del suo lungo dialogo con Dio, a volte anche burrascoso. Frate Alessandro comunica emozioni intense, parla del suo incontro con la musica e del suo avvicinarsi alla vocazione.
Una parte dell’incontro ha visto protagonista Giuseppe Bruno, caro amico e compagno nell’amore per la musica. Un rapper che incanta con i suoi video ma soprattutto col messaggio che i suoi testi portano.

L’evento si colloca all’interno degli incontri organizzati in occasione delle Festival Francescano.

Insegnamenti di Ghesce Tenkyong

news_2014_tProgetto Liberazione Nella Prigione ha invitato presso la C.d.R. di Milano Bollate Ghesce Lobsang Tenkyong che ha parlato alle persone detenute delle tecniche e dei modi con cui sviluppare una mente consapevole e compassionevole, il primo passo per raggiungere la felicità e dell’importanza del dialogo.

Di fronte ai problemi pregare non basta: succede qualcosa e subito alziamo gli occhi al cielo o ci prostriamo e invochiamo l’aiuto di qualche divinità o Buddha. Ma a che serve ormai? Il problema si è creato prima in noi, nel nostro modo di pensare, e solo dopo si è manifestato all’esterno: ma a quel punto agire è tardi, ciò che conta è lavorare su di noi perchè non accada di nuovo.
Ghesce Lobsang Tenkyong

L’evento si colloca all’interno della cornice degli incontri organizzati a livello mondiale dalla FPMT (Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana) nell’anno della Compassione.

news_2014_tenVen. Ghesce Lobsang Tenkyong è nato nella regione tibetana del Kham. Costretto all’esilio in India, nel 1982 ha proseguito gli studi presso l’Università monastica di Sera Je divenendo un Geshe Lharampa, il più alto titolo di studi conseguibile all’interno della tradizione gelug-pa. Ha insegnato nel  Centro Tara Cittamani  di Padova  e dal  gennaio 2009  è residente nel Centro di Caorso.

Insegnamenti del Monaco Raffaello Longo

news_2014_rafIl monaco Raffaello Longo, accompagnato dai volontari di Progetto Liberazione nella Prigione e da alcune persone tornate in libertà, raggiunge la C.d.R. di Milano Bollate per una giornata di insegnamenti, meditazione e confronto con le persone presenti.

Hanno colpito tutti la serenità e la semplicità delle parole del Monaco. Ecco alcuni commenti delle persone detenute presenti:

“Se uno fa un percorso per essere più sereno e poi ha il muso lungo, che senso ha avuto?”

“Ciò che mi ha colpito di più è stata la meditazione camminata, l’avevo fatta altre volte ma mai così, associando i passi a compassione e amore”

“Non so cosa mi aspettassi, ma quello che ho trovato è stato bellissimo. Una persona semplice, un vecchio saggio che ha fatto un percorso di vita e lo vuole comunicare, sono stato felicissimo”

L’evento si colloca all’interno della cornice degli incontri organizzati a livello mondiale dalla FPMT (Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana) nell’anno della Compassione.

Insegnamenti di Lama Ciampa Monlam

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Lama Ciampa Monlam, assieme alla nipote e traduttrice Monaca Anila Tenzin Tsomo, ha incontrato più di 70 persone detenute nella C.d.R. di Milano Bollate. E’ la prima esperienza di Lama Monlam in carcere ma intrattiene il pubblico per quasi due ore senza freni. Parla di come addestrare la mente, di come superare gli errori commessi per non consapevolezza o ignoranza e di come renderci conto della interconnessione con tutti gli esseri viventi e di come questo influenzi totalmente noi e le nostre vite.

In chiusura Lama Monlam ha visitato anche la stanza riservata a Progetto Liberazione nella Prigione all’interno del Settimo Reparto, dove tutto prese avvio ormai diversi anni fa, ed ha trascorso alcuni importanti momenti di confronto con i volontari dell’Associazione.

L’evento si colloca all’interno della cornice degli incontri organizzati a livello mondiale dalla FPMT (Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana) nell’anno della Compassione.

Voi avete incontrato molti grandi Maestri, ebbene io sono un semplice monaco . Perché vengo come insegnante? Alcuni dei miei amici mi hanno detto che, essendo stato in ritiro per molti anni, potrei dare essere di esempio e dare dei consigli che possono aiutarli nella vita. Così ho pensato che poiché pratico per aiutare altri, se le mie parole e i miei consigli possono aiutare la gente allora ho realizzato il mio scopo. Persino il mio Maestro il Dalai Lama, mi ha detto che se puoi aiutare anche solo una persona questo è il vero scopo dell’esistenza. Così sono contento di essere qui a condividere con voi la mia esperienza.
Lama Monlam

Lama Ciampa Monlam nasce in Tibet nel 1926 da una famiglia di nomadi. All’eta di 4 anni entra nel monastero Tsecioling dove acquisisce il titolo di “Maestro di cerimonia”. Nel 1962 a causa dell’invasione Cinese fugge dal Tibet, si rifugia prima in India e poi in Nepal. Nel 1972 decide di dedicarsi intensamente alla meditazione. I primi 9 anni di ritiro li trascorre in una minuscola capanna sulla collina di Swayambu successivamente, invitato da alcuni discepoli Nepalesi, si sposta a vivere e meditare vicino a Katmandu dove risiede tutt’ora. A meta’ degli anni 90 comincia ad avere discepoli occidentali e diventa guida spirituale di una scuola sperimentale per bambini disagiati con sede a Sarnat e Bodhgaya nel nord dell’India.  Dal 2005 e assistito e tradotto (parla solo tibetano) dalla nipote Anila Tenzin Tsomo del monastero di Kopan. 

Presentazione del film: Come un granello di sabbia

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Progetto Liberazione nella Prigione presenta la visione del film documentario ‘Come un granello di sabbia‘, realizzato in occasione della realizzazione del Mandala costruito da monaci tibetani nel carcere di Milano Bollate. Il film presenta non solo immagini uniche della realizzazione del Mandala ma anche interviste esclusive ai volontari di Progetto Liberazione nella Prigione e ad alcune delle persone detenute che seguono i corsi di meditazione.

Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama (in diretta streaming)

Progetto Liberazione nella Prigione e la Direzione della Casa di Reclusione di Milano Bollate hanno presentato, per la prima volta in un carcere italiano, la diretta streaming degli Insegnamenti di S.S. il Dalai Lama presso il Modigliani Forum di Livorno nei giorni 14-15 giugno 2014.

Emozionanti, per noi volontari ma soprattutto per le persone detenute, le parole udite durante la diretta:

“…e salutiamo i detenuti che ci stanno guardando da Milano Bollate…”

CIRIACA+ERRE e presentazione del video EPOCHÈ – Sospensione del Giudizio

10409738_10203007844090292_6465370472450804100_nL’artista italo-svizzera Ciriaca+Erre ha presentato l’opera video EPOCHÈ – Sospensione del Giudizio. L’opera video è stata scelta per il Padiglione Tibet durante la 55. Biennale d’Arte di Venezia. Successivamente è stata proiettata al Museo Criminologico di Roma e all’interno del carcere di Bollate in una sorta di “Mise en abyme” che ha permesso al pubblico di entrare all’interno dell’opera stessa.
Il video contiene le immagini esclusive del primo Mandala di sabbia realizzato in un istituto di detenzione in Italia e uno dei pochissimi al mondo.
Nel video, incentrato sulla tutela dei diritti umani, uno sparo conduce il visitatore in un labirinto di sensazioni scandite da voci che sussurrano, respiri, preghiere, cigolii, passi.
All’osservatore non è dato sapere dove ci si trova: Ciriaca+Erre cerca infatti di sospendere il giudizio di chi guarda affinché possa avvicinarsi all’opera senza pregiudizi.
l Tibet e i detenuti di un carcere italiano possono sembrare due realtà molto distanti ma come spiega Ciriaca+erre niente esiste in maniera indipendente, tutto torna e ritorna come in un cerchio.

La serata è proseguita con gli interventi di:
Lucia Castellano Consigliere regionale della Lombardia, ex direttrice del Carcere di Bollate;
Cosima Buccoliero, vice direttrice del Carcere di Bollate;
Grazia Sacchi e Alessandro Venuto per Progetto Liberazione Nella Prigione;
Elena De Martin maestra di Ashtanga Yoga.

Guarda il video di presentazione di EPOCHÈ – Sospensione del Giudizio.

Insegnamenti di Claude AnShin Thomas

gallery_maestri_3Progetto Liberazione nella Prigione ha accompagnato il monaco Zen Claude Anshin Thomas all’interno delle mura della C.d.R. di Milano Bollate. Claude Anshin Thomas, ex veterano della guerra del Vietnam, è diventato monaco nel 1995 ed è attualmente impegnato in numerosi progetti sociali, conferenze e ritiri. E’ stato a Milano per due incontri: uno riservato alle persone detenute e uno aperto agli interessati presso il centro Mindfulness Project.

“Io ho ucciso molte persone” inizia a parlare AnShin a tutti coloro che lo ascoltano. “Sono stato in un carcere pochi giorni fa e presto sarò di nuovo in quello di Torino, e so che tra le persone che mi ascoltano ci sono altri killer come me; loro sono dentro, io no. Perché? Perché il mio uccidere in guerra andava bene, il loro no. Ma uccidere è uccidere”. AnShin usa parole forti, sa che non è possibile tornare indietro e cancellare quanto accaduto, ciò che si può fare nel concreto è però impegnarsi nel proprio cambiamento.

Che idea radicale. Che possiamo vivere senza guerra. Che possiamo vivere in armonia. Che possiamo vivere in pace. E’ assolutamente possibile. Ma prima di far esistere la Pace che vogliamo vedere nel Mondo, dobbiamo fare pace con noi stessi.
Claude Anshin Thomas

bio_anshinClaude AnShin Thomas, ex veterano della guerra nel Vietnam, dopo aver incontrato Thich Nhat Hanh, diventa monaco nella tradizione Zen e si fa portavoce di messaggi di pace e non violenza in tutto il mondo. Famoso per i suoi ritiri di strada, dal 1994 ha percorso a piedi senza soldi o cibo più di 31,000 km. E’ il fondatore della Fondazione The purpose of the Zaltho che promuove la pace e la non violenza tra individui, famiglie, società e paesi.

Insegnamenti di Ghesce Tenzin Tenphel

news_2013_ghVen. Ghesce Tenzin Tenphel ha incontrato i detenuti di Milano Bollate. Molta l’attesa sia da parte di chi l’aveva conosciuto qualche anno prima sia da parte di chi ne aveva solo sentito parlare. Ghesce Tenzin Tenphel ha parlato dell’importanza della mente e di cambiare il nostro modo di pensare: unica fonte di ogni sofferenza o di ogni felicità. “Non c’è carcere che possa imprigionarci se non lo costruiamo noi stessi dentro di noi, cadendo preda della rabbia o dell’attaccamento, dando peso a quanto ci dicono gli altri o ai loro tentativi di farci del male. Se qualcuno ci danneggia, qual è il senso di danneggiarci ancora di più da soli provando rabbia?”

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Ghesce Tenzin Tenphel è nato a Domo (Tibet), in una famiglia nomade di agricoltori. Nel 1959, a causa dell’invasione cinese del Tibet, la famiglia fuggì nel Sikkim e più tardi emigrò nel sud dell’India. Ghesce Tenphel divenne aspirante monaco all’età di 9 anni. A 17 anni ottenne dalla famiglia il permesso di entrare nell’ Università monastica di Sera Je (trasferita dal Tibet nel sud dell’India), dove completò i 21 anni di formazione tradizionale scolastica. Ghesce Tenphel si è laureato con lode nel 1994, ottenendo il diploma universitario di Ghesce Lharampa, il dottorato più alto del buddhismo tibetano conferito nella tradizione Ghelug.
Dal 1998 è Maestro residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa, dove tiene numerosi corsi di buddhismo, brevi e di media durata (aperti a tutti), e lezioni sui trattati canonici nei diversi programmi di studio proposti dall’Istituto.